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L'Anfiteatro Flavio, il più
magnifico e grandioso stadio della romanità, comunemente chiamato
Colosseo, sorse per volere di Vespasiano nel 72 d.C. Inaugurato
con un sacrificio di 5000 animali, ospitò per secoli spettacoli di
fiere e lotte di gladiatori almeno fino al 523, sotto Teodorico. Non
è documentato che nel Colosseo i cristiani subissero il martirio. Più
tardi, l'anfiteatro fu consacrato ai martiri cristiani e questo valse
a salvarlo dalla distruzione, seppure molti materiali della sua facciata
furono utilizzati per la costruzione di molte, delle innumerevoli
chiese di Roma. Magnifica opera di ingegneria,
l'ellisse del Colosseo misura 188 metri sull'asse maggiore e 156 sull'asse
minore, la facciata è alta 48,50 metri, 80 archi d'ingresso consentivano
l'ingresso di 55.000 spettatori. Le mura esterne, interamente di travertino,
sono scandite da tre ordini di colonne doriche (dal basso), ioniche
e corinzie. Riparava gli spettatori un'enorme tenda, detta velarium,
fissata sulla cima dell'edificio con funi ancorate a pilastri fissati all'esterno. Elefanti, leoni, ippopotami,
ma soprattutto uomini, i gladiatori (scelti fra schiavi, prigionieri,
criminali), combatterono e morirono qui per la turpe gioia del volgo.
Una eco di tanto massacro sembra aleggiare ancora oggi, fra la
grandiosità di queste
rovine.
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