Navigando il sacro
fiume dell'antica Roma, potrete rivivere la storia e gli spendori di 2000 anni fà e
scoprire insolite vedute e scorci inediti della città di oggi, con i suoi famosi
monumenti, i suoi ponti e le tranquille case galleggianti degli amanti del fiume. Un
viaggio di circa 1 ora e 40 minuti, partendo da Ponte Umberto I e navigando fino a Ponte
Duca d'Aosta, con ritorno al punto di partenza.
I PONTI DI ROMA
I millenari ponti del Tevere, i monumenti che ne fiancheggiano il corso, sono la cornice
ideale per una breve crociera che ci farà scoprire un fiume pieno di storia, un
protagonista per troppi secoli dimenticato che finalmente torna a svolgere il suo ruolo
nella vita turistica e sociale di Roma.
Ai ponti del Tevere, come al fiume stesso, i Romani attribuivano carattere sacro, tanto
che i costruttori di ponti, i Pontifices, avevano funzioni sacerdotali. Tutta la vita
dell'antica Roma dipendeva dal fiume, che era la via di comunicazione e la risorsa più
importante della città. E proprio dal fiume hanno origine miti e leggende che, pur nel
loro misterioso significato, contengono elementi che possono aiutarci a comprendere alcuni
degli aspetti più arcaici della storia di Roma. Vedere Roma dal fiume vuol dire, ancora
oggi, rivivere quell'atmosfera remota e cogliere la dimensione più vera di una città che
è nata e si è sviluppata in funzione del suo fiume, e, di un fiume, che vive in simbiosi
con la sua città.
PONTE FABRICIO E PONTE CESTIO
Costruiti mezzo secolo prima dell'era cristiana, rispettivamente dal Console L. Fabricio e
da Lucio Gaio Cestio, i due ponti congiungono l'isola Tiberina alla terraferma e, ne
consentono l'accesso sia dalla riva sinistra che dalla riva destra. La posizione
strategica dell'isola e il fatto di essere il granaio dei ricchi proprietari terrieri,
conferirono a questi due ponti un'importanza particolare. Inoltre, i due ponti, come
bracci dell'isola, si prestavano all'attracco dei Mulini galleggianti, che provvedevano
all'alimentazione della città. E questo, probabilmente spiega l'arcaico culto di Fauno,
misteriosa divinità agreste, al quale venne dedicata un'apposita ara votiva. Ma il culto
più diffuso, che ebbe origine nell'isola Tiberina e si estese anche ai ponti annessi, fu
quello di Esculapio, dio della medicina, il cui simbolo sacro, il serpente, era stato
prelevato dai Romani dal santuario greco di Epidauro, nel tentativo di far cessare la
pestilenza scoppiata nel 293 a.C.
Secondo la leggenda il serpente, trasportato a Roma su una nave, sgusciò nell'acqua e
andò a nascondersi nell'isola. Da quel momento la peste cessò miracolosamente e
sull'isola, dichiarata sacra, venne eretto un tempio al dio Esculapio, dove oggi è la
Chiesa di S. Bartolomeo.
La devozione al dio della medicina fece dell'isola un luogo di cura per malati; una
tradizione che dura tutt'oggi con l'Ospedale Fatebenefratelli, di antica costruzione.
PONTE GARIBALDI
Costruito nel 1888, su progetto dell'arch. Vescovalli e lungo 120 mt. era all'epoca il
terzo ponte del mondo, superato solo da due ponti sulla Senna.Il ponte, che congiunge via
Arenula a Trastevere, è dedicato a Giuseppe Garibaldi, "eroe dei due mondi", le
cui leggendarie imprese sono incise su colonnette di marmo.
PONTE SISTO
Costruito nel 1475 da Papa Sisto IV (in sostituzione dell'antico ponte Aurelio,
rovinato 7 secoli prima), è a 4 arcate con un grosso foro centrale (comunemente chiamato
Occhialone), la cui funzione era di indicare ogni anomala variazione del livello
dell'acqua.Nelle vicinanze di Ponte Sisto si trovano Palazzo Spada, sede del Consiglio di
Stato e Piazza Trilussa, dedicata al poeta romano.
PONTE MAZZINI
Aperto al traffico all'inizio del '900, è a 3 arcate con spallette traforate in
pietra. Congiunge Via Giulia con Via della Lungara, dove ha sede il vecchio carcere di
Regina Coeli.
PONTE PRINCIPE AMEDEO
Lungo 110 mt., con 3 arcate in muratura, fu aperto al traffico nel 1942 ed è dedicato
al principe Arnedeo di Savoia, morto in quell'anno nella difesa di Amba Alagi. Collega
Piazza della Rovere (ai piedi del Gianicolo) con il Lungotevere dei Fiorentini.
PONTE VITTORIO EMANUELE
Dedicato al primo re d'Italia, il ponte fu inaugurato nel 1911, in occasione dei
festeggiamenti per il cinquantenario dell'Unità d'Italia. Lungo 108 mt., con 3 arcate in
muratura è ornato da due grandi statue in bronzo raffiguranti la Vittoria e da quattro
gruppi allegorici simboleggianti l'Unità d'Italia, la libertà, l'oppressione e la
fedeltà allo statuto. Il ponte collega il Corso Vittorio Emanuele con Piazza San Pietro.
PONTE SANT'ANGELO
La costruzione di questo ponte, che risale all'anno 126 d.C. fu voluta dall'imperatore
Elio Adriano, da cui prese il nome, per accedere al grandioso Mausoleo che si era fatto
erigere e nel quale fu sepolto due anni dopo. Il ponte assunse il nome attuale nel 600,
quando Papa Gregorio Magno ebbe, come narra la leggenda, la visione dell'angelo che
rinfodera la spada significando cosi' che l'ira divina era cessata e, con essa, la
pestilenza.
Contemporaneamente, anche il mausoleo di Adriano cambiò nome e funzione e, da tomba
imperiale divenne CAstel S. Angelo, fortezza dei Papi.
Lungo 135 mt. a 5 arcate (le due laterali sono interrate) ornato delle statue degli Angeli
è il ponte piu' bello di Roma e il piu' significativo nella storia del Papato.
PONTE UMBERTO I
Inaugurato nel 1895 sui disegni dell'arch. Vescovalli. Sulla riva destra è il vecchio
Palazzo di Giustizia detto il Palazzaccio; sulla riva sinistra sono il Museo Napolconico
ed il Tribunale Supremo Militare e, poco distante, l'antico Albergo dell'Orso,in cui
alloggiaronc, Dante Alighieri, Rabelais, Montaigne e Goethe.
PONTE CAVOUR
Costruito nel 1902 su progetto dell'arch. Vescovalli, il ponte Cavour congiunge la
grande piazza omonima con Via di Ripetta e il centro di Roma e "segna" il luogo
dove sorgeva il porto fluviale di Ripetta, demolito dopo aver perduto importanza essendo
scomparso quasi interamente il traffico fluviale per la diminuita navigabilità del
Tevere.
PONTE REGINA MARGHERITA
Inaugurato nel 1891, è dedicato a Margherita di Savoia, prima Regina d'Italia,
stimata ed amata dagli italiani per la sua cultura e i suoi modi raffinati.
Lungo 103 mt. il ponte ha tre arcate in muratura e congiunge il popoloso quartiere
Prati con Piazza del Popolo.
PONTE DUCA D'AOSTA
Progettato dall'arch. V. Fasolo e inaugurato nel 1942, è il piu' elegante dei moderni
ponti romani. E' intitolato al Duca Emanuele Filiberto di Savoia-Aosta, valoroso
combattente della prima guerra mondiale.
Lungo 220 mt. e largo 30, collega il quartiere Flaminio con il Foro Italico, cuore
sportivo di Roma, dove si trovano lo Stadio Olimpico e lo Stadio dei Marmi.
PONTE MATTEOTTI
Costruito in periodo fascista su progetto dell'arch. Antonelli, è lungo 133,50 mt. e
largo 20 mt. con tre arcate e due occbialoni. La costruzione è in tufo rivestito di
mattoni del tipo usato dagli antichi Romani. Dopo la caduta del fascismo il ponte fu
dedicato a Giacomo Matteotti, il deputato socialista assassinato nel 1924 nei pressi del
ponte, dove una moderna scultura ne ricorda il sacrificio.
PONTE RISORGIMENTO
Ardita ed elegante costruzione in cemento armato ad una unica arcata, rivestito in pietra
simile al travertino, l'arch. Hennebique e inaugurato nel 1910, per onorare tutti coloro
che, combattendo nelle Guerre d'Indipendenza, contribuirono al Risorgimento italiano.
Il Ponte Risorgimento, lungo 159 mt. e largo 20, collega il quartiere Mazzini al quartiere
Parioli.
PONTE MILVIO
Incerta è l'origine di questo antico ponte, protagonista e testimone di grandi eventi
storici.
Secondo alcune fonti, fu costruito dal censore Emilio Scauro nell'anno 109 d.C. nelle
vicinanze di un più antico ponte di legno Ponte Mollo, tuttora esistente.
Situato alla confluenza delle vie consolari Flaminia, Cassia, Clodia, e Veientana, Ponte
Milvio ebbe soprattutto un ruolo strategico, come testimonia il possente torrione posto
sulla riva destra, a difesa del ponte.
Nelle vicinanze di Ponte Milvio ebbe luogo, nella Roma repubblicana, lo scontro fra le
truppe di Catullo e Pompeo. Molti secoli dopo, nel 312 d.C., l'esercito di Costantino si
scontrò, a Saxa Rubra, con quella di Massenzio, nella battaglia che doveva segnare il
trionfo definitivo del Cristianesimo.
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